Trib. Siena 19.5.26
TRASPARENZA BANCARIA: IL TRIBUNALE ORDINA ALLA BANCA LA CONSEGNA DEI CONTRATTI.
SIENA – Il Tribunale di Siena ha emesso un importante provvedimento in materia di trasparenza bancaria, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Mirko e Katia Ventura per conto di una loro assistita. Con un decreto ingiuntivo, il Giudice ha ordinato a un primario istituto di credito di consegnare la documentazione contrattuale relativa a un rapporto di conto corrente, condannando la banca anche al pagamento delle spese legali.
La vicenda trae origine dalla richiesta di una correntista di ottenere la documentazione completa relativa a un rapporto di conto corrente acceso nel 2003. A fronte della consegna da parte dell’istituto di credito della sola documentazione contabile relativa all’ultimo decennio, e con la significativa omissione dei contratti originali di conto corrente e di affidamento, i legali hanno adito il Tribunale per veder tutelato il diritto della propria cliente.
Con decreto ingiuntivo del 19 maggio 2026, il Giudice Dott. Flavio Pieri Pavoni ha accolto le istanze dei legali, ordinando alla banca di consegnare, senza alcun limite di tempo, copia del contratto di conto corrente e del relativo contratto di affidamento. Il provvedimento chiarisce un punto di diritto fondamentale:
Il diritto del cliente ad ottenere copia dei contratti che regolano il rapporto bancario trova fondamento nell’art. 117 TUB, che impone la forma scritta dei contratti bancari a pena di nullità. La consegna della documentazione contrattuale (conto corrente, eventuale affidamento/apertura di credito e pattuizioni) attiene alla struttura genetica del rapporto e non è soggetta al limite temporale previsto per la documentazione delle operazioni ex art. 119 TUB.
A conferma della fondatezza della richiesta, il Giudice ha inoltre condannato l’istituto di credito a rifondere alla cliente le spese legali del procedimento, liquidate in € 1.370,00 per compensi, oltre agli oneri di legge e alle spese vive documentate.
La decisione ribadisce l’efficacia del procedimento per decreto ingiuntivo quale strumento rapido e idoneo a tutela del cliente per ottenere la documentazione che gli istituti di credito talvolta negano in via stragiudiziale. Il diritto alla consegna dei contratti, come affermato dal Tribunale, è un obbligo che discende direttamente dai doveri di correttezza e buona fede e non può essere limitato nel tempo, a differenza della documentazione relativa alle singole operazioni, per la quale il Giudice ha confermato il limite di conservazione decennale.
Ottenere tali documenti è un passo fondamentale per il correntista per poter verificare la legittimità degli addebiti e la corretta esecuzione del rapporto. Nel caso specifico, la necessità di un’analisi completa era emersa anche da una perizia econometrica preliminare che, seppur basata su dati parziali, aveva già riscontrato possibili anomalie per quasi 2.000 euro.
Il successo ottenuto dagli avvocati Mirko e Katia Ventura rappresenta un precedente significativo per i correntisti della città e riafferma il principio che la trasparenza è un dovere inderogabile per le banche, la cui violazione può essere efficacemente sanzionata in sede giudiziaria.

